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ANCORA UNA VOLTA A BUTERAdi Vittorio Frau
Arrivare a Butera per la seconda volta non ha scalfito per nulla quella sensazione di magia che mi ha piacevolmente pervaso lo scorso anno, quando dal bus vidi la città apparire all’improvviso dopo un tornante, quasi minacciosa, raccolta dentro mura invisibili sopra un colle che domina l’intera vallata. Durante la prima edizione del concorso letterario ebbi l’immensa soddisfazione di vincere il primo premio per la sezione narrativa, quest’anno ho avuto più tempo per guardarmi intorno e assaporare l’aria di festa, la voglia di cultura che accomunava tutti le persone convenute per l’evento.È stata una gran festa in cui ha vinto la qualità: e avendo letto tutti i racconti posso dire che quest’ultima non è mancata. È stata una giornata frenetica, ma per fortuna non sono mancati momenti divertenti che hanno contribuito a renderla ancora più piacevole.Che dire del viaggio in piedi del giurato Sergio Belfiore, che ha affrontato le curve a gomito mantenendosi in piedi con stile da perfetto “surfista”? E il tentativo di “estremizzare” la giuria trasformando il cognome di Mariella Sudano in un minaccioso “Sudan” rievocante scenari da dittatura subsahariana?
Di questa giornata ricorderò il viso dei vincitori non appena il
bravissimo Emanuele Puglia cominciava a scandire le parole con le
quali iniziavano i loro racconti, le loro poesie; la felicità
sincera del Sindaco Luigi Casisi e delle tante persone che ho
rivisto o visto per la prima volta.
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