Del
ritorno e altre emozioni
di Ilaria Ferramosca
Tornare in un luogo che si è amato anche per pochi istanti, è sempre
un atto che riempie l’anima di gioia. Così è stato per me
rincontrare Catania, città che ho guardato negli occhi per un lampo
lo scorso anno e che mi è rimasta impressa nel cuore, come l’orma
plasmata da un amore a prima vista.
Non me ne voglia la mia terra, in fondo ci innamoriamo spesso di
persone simili, di volti che si ricordano tra loro, come echi o
specchi che si riflettono; e forse è così anche con i luoghi. Forse
la Sicilia e la Puglia non sono poi così diverse, è per questo che
nel chiudere il cerchio e volgere al punto di ri-arrivo, sono un po’
tornata a quello di partenza.
Quest’isola profumata e calda, dal cuore che ribolle dello stesso
calore delle viscere della terra, è ancora una volta foriera di
suggestioni, per me: all’arrivo l’emozione della gente, l’ancoraggio
degli odori e delle visioni; poi, durante la serata di premiazione,
la trepidazione dell’attesa che pian piano si mescola al sobbalzo
nel sentire il proprio nome, pronunciato al momento della
designazione, e allo stupore nell’ascoltare le proprie parole
scritte raccontate dalla voce del lettore, decisa e armoniosa al
contempo. E quindi un grazie a tutti coloro che mi hanno donato
queste straordinarie sensazioni, compresa quella cullante della
familiarità del ritorno.
Butera è una cittadina davvero incantevole, arroccata su un’altura e
piena di scorci suggestivi; vicoli pieni di tesori nascosti, fregi e
decorazioni in pietra su balconi e chiesette, che abbiamo
segretamente catturato con l’occhio indagatore della fotocamera. La
quiete era quella tipica dei paesini, con le consuetudini
giornaliere e del fine settimana, da passare in piazza riuniti a
chiacchierare dopo il pranzo.
Una giornata davvero piena di emozioni, stati d’animo da racchiudere
tutti in un unico magico acronimo:
Stupore
Incredulità
Calore
Infervoramento
Lietezza
Intesa
Amicizia
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