Un’adolescente
in ansia al suo primo concorso
di Giulia Passino
Il Premio Fortunato Pasqualino è stato il primo concorso letterario
a cui abbia mai partecipato. Ho scritto il mio racconto in un
particolare impeto creativo, l’ho riletto varie volte e… andava!
Così mi sono detta “Perché non provarci?”.
Mi metto alla ricerca di bandi di concorsi, vengo colpita
positivamente dalla foto di Fortunato Pasqualino e dal fatto che il
concorso si tenga in Sicilia, luogo che, negli ultimi due anni, mi
ha catturato il cuore.
Invio il mio racconto senza speranze eccessive, in fondo era solo un
tentativo, era più che altro per mettermi alla prova. Sono in dubbio
anche sul suo contenuto, forte, forse troppo, non vorrei che
giudicassero male una mia “propensione alla tragedia”.
Passano settimane e non ricevo notizie. Certo, mi dispiace, ma in
fondo me l’aspettavo.
Mesi dopo, mentre, su internet, organizzavo un romantico week-end a
Bologna con il mio ragazzo (proprio in data 29 maggio, il nostro
secondo anniversario), mi viene in mente di aprire la mia casella
e-mail. Sorpresa delle sorprese, una mail di Vera Ambra,
presidentessa dell’Associazione Akkuaria, che mi dice di aver
apprezzato il mio lavoro e di volermi conferire il Premio della
Giuria. Inoltre, il mio racconto sarebbe stato anche in gara per i
primi tre posti.
Dopo l’attimo di gioia iniziale, mi giro verso Gaetano e ci
guardiamo. Non c’era neanche bisogno di parlare: qualsiasi occasione
di tornare nella sua città, Palermo, è per lui una vera gioia.
E’ deciso sin da subito: partiamo. Prenotiamo subito i nostri voli.
Era il 5 marzo di quest’anno, mancavano quasi tre mesi e non potevo
davvero aspettare! Queste settimane procedono in un “consulto” via
mail con Vera Ambra riguardo molteplici temi: l’acquisto delle
antologie, la location, gli orari, e anche l’abbigliamento richiesto
dall’occasione, cosa che, devo ammetterlo, mi ha davvero gettato in
crisi. Questo scambio di mail rende più concreto il mio viaggio e mi
rende sempre più eccitata.
Arriva finalmente la data tanto attesa.
Giovedì 27 maggio, io e Gaetano prendiamo l’aereo da Fiumicino ed
atterriamo (con l’abituale ora di ritardo) a Palermo.
Arrivati a casa, l’affettuosa accoglienza dei suoi nonni e zii, e la
ridda di domande sulla mia “vittoria”. Cerco sin da subito di non
dare grandi aspettative a nessuno: “E’ solo un Premio della Giuria”,
dico “a questo concorso partecipano persone con ben più esperienza
di me, non illudetevi troppo”.
Due giorni dopo, il viaggio in macchina fino a Butera.
Due, sudatissime ore di autostrada, chiedere le informazioni
necessarie, un pranzo veloce ed eccoci nella Sala Cine-Teatro, dove,
un po’ intimidita, esito a segnalare la mia presenza ma,
riconosciuta da Vera, il suo saluto affettuoso mi fa sentire subito
più a mio agio.
La cerimonia comincia.
E’ interessantissima, come la persona a cui il Premio è dedicato.
Rido a crepapelle per le scenette di Emanuele Puglia e per la
proiezione della “Settimana Santa a Butera”. Ma il tempo non passa
mai e, purtroppo, roduta dall’ansia non riesco a godermela fino in
fondo.
Comincia l’agognata distribuzione dei premi. Ben presto si
esauriscono menzioni di merito e Premi della Giuria. Momento di
disorientamento. “E il mio?”.
Cerco di calmarmi, nessuno si sarebbe mai sognato di farmi arrivare
fin lì per niente. Comincia poi la lettura delle opere vincitrici.
La tensione sale, accresciuta dalla lettura in medias res. Terzo
classificato, secondo, divertenti, spiritosi, originali: io che
possibilità ho?
Crescono di pari passo lo sgomento e l’aspettativa, fino a che,
dalla bocca di Emanuele Puglia, non riconosco le parole iniziali del
mio racconto.
Lo ascolto poco, sono troppo emozionata! Poi, salgo su un palco per
la prima volta in vita mia: sento panico e un fortissimo imbarazzo,
ma soprattutto tanta, tanta gioia. La vittoria, la futura
pubblicazione… è un sogno che si avvera, che spero continui a lungo
e che mi dia modo di portare avanti il mio amore per la scrittura.
Per questo ringrazio infinitamente tutti coloro che come me sono
stati presenti a Butera, per le emozioni che tutti insieme abbiamo
condiviso, con la speranza di ritrovarli il prossimo anno.
Un grazie speciale a Vera Ambra per tutto, e soprattutto per aver
sopportato le tonnellate di mail di un’adolescente in ansia al suo
primo concorso. Un sincero grazie a tutti, ancora, ed un abbraccio.
Giulia
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