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ho visto Butera

di Domenico Giansiracusa
 

Il 29 Maggio, dopo pranzo, sono partito da Ragusa, assieme a due mie sorelle, per partecipare alla Cerimonia conclusiva del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa dedicato a Fortunato Pasqualino a Butera.

Non ero mai stato a Butera. Quando siamo arrivati a Gela, ho imboccato la direzione per Caltanissetta e preso lo lo svincolo per Butera. Il paesaggio cominciava a cambiare, lentamente: non si vedevano più case né segnaletiche, tutto diventava più naturale e cominciavo a sentirmi sempre più a mio agio, come in un processo di “purificazione”, così l’ho interpretato.

Mentre proseguivo, sentivo il cuore alleggerito; mi avvolgeva sempre più una sensazione di benessere, di contatto diretto con la natura. Niente alberi, solo un mare dolcissimo di giallo colore di spighe. Comunicavo questa piacevole sensazione alle mie sorelle, che condividevano poi, in rispettoso silenzio, le emozioni che il paesaggio suscitava. Poi, d’improvviso, dopo una curva, un tuffo al cuore: Su un colle, come una magica costruzione, ho visto Butera: bellissima, superba, antica. Non mi aspettavo fosse così. Istintivamente ho detto: "È un sogno!" suscitando l’ilarità delle sorelle, e mi sembrava proprio un paese di fiaba, quelli dei racconti di mia madre, quand'ero bambino; le storie di castelli e città, di principi e dame. Ecco cosa mi tornava alla mente, e mi pareva di riprovare il sapore tra le labbra del pane appena caldo che masticavo mentre ascoltavo quelle storie.

Butera sfida il tempo, anzi è senza tempo.

Quando siamo giunti nel centro del paese, ho osservato con attenzione alcuni ragazzi e il vigile e altre persone. Ho “percepito” la tranquillità del loro esistere, la consapevolezza di vivere in un posto “speciale”, che rende speciali. E li ho invidiati.

Non è stato difficile socializzare con gli altri “forestieri” giunti a Butera per lo stesso mio motivo e insieme ci siamo recati nel teatro, da inaugurare per l’occasione.

È stata una bellissima serata, anche perché ho avuto modo di conoscere personalmente Vera Ambra, una donna incredibile, che ama la poesia. Ho lasciato il mio cuore a Butera. Offro questa poesia, dedicata al “paese magico”, come piccolo dono, sentito e sincero.

A Butera
Ti ho visto, pietra antica
con tuffo nel cuore
ergerti come l'Olimpo
sul mondo senza nome.

E subito il richiamo
un fascino speciale
scorreva tra le vene
come tranquillo mare.

Questo il mondo vero
dove si può sperare
terra di poesia
semplice, rurale.

Fortunato chi vi nacque
chi ci potrà tornare
città che come madre

accoglie e fa sognare.

Qui mi condusse Musa
dove più bacia il sole
nella Sicilia vera
che dona l'emozione.


 

 

 

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