Giulia Passino e Giulio Mafii
i vincitori della IIa Edizione del Concorso Internazionale
di Narrativa e Poesia
Premio Fortunato Pasqualino
Una
splendida cornice di pubblico ha coronato la Cerimonia conclusiva
della seconda edizione del Premio Fortunato
Pasqualino.
Gli intervenuti sono stati accolti nei nuovi locali del
Cine-Teatro di Piazza Dante, per l'occasione
inaugurati da questa Manifestazione, fortemente voluta
dalle Autorità Locali, per onorare la figura del loro compianto e
stimato concittadino e magistralmente organizzata dall'Associazione
Akkuaria.
A fare gli onori di casa è
stato Salvatore Calaciura che con la sua affabilità ha condotto
la serata.
I lavori si sono aperti con la proiezione de La Settimana Santa a
Butera di Fortunato Pasqualino, proposta e condotta dall'allora
giovane giornalista della Rai.
Il filmato, che ha trasferito il pubblico in un'atmosfera che si
viveva al tempo della realizzazione, all'incirca negli anni settanta
dallo stesso Fortunato, che è sempre la stessa che si tramanda di
padre in figlio, è stato gentilmente offerto dall'archivio
della RAI di Roma.
A seguire la
proiezione del video "Presenze e
paesaggi" di Giuseppe Ferreri, tratto
dall'omonima mostra fotografica esposta
all'interno del Cine-Teatro assieme alle opere pittoriche di
Francesco Vitello dal titolo "I
vizi capitali". Le suggestive immagini di Giuseppe
Ferreri hanno illustrato scorci, paesaggi e personaggi di Butera.
Il
Sindaco, Luigi Casisi, ha così esordito:
«...Sono emozionato e orgoglioso di aver raggiunto e ancor
più
consolidato l'obiettivo di rilanciare, in termini turistici la
nostra Città,e la numerosa presenza delle persone giunte da tutte le
parti d'Italia ne è una prova tangibile, ma soprattutto per aver ridato il dovuto
e giusto riconoscimento alla figura di Fortunato Pasqualino che è
diventato un patrimonio storico per Butera e patrimonio culturale della
Sicilia.
La cultura
è il traino principale per la vita di una Città e gli sforzi della
nostra Amministrazione si aggiungono alle precedenti e
diverse iniziative che abbiamo portato con successo a termine e
quindi mi è doveroso porgere un significativo plauso agli artefici e
promotori.
Il Premio Fortunato Pasqualino è un
doveroso tributo ad un uomo che, oltre ad essere stato un
pilastro della cultura nazionale, è stato fautore nel 1969 – assieme
al fratello – della nascita del "Teatro di Pupi Siciliani".
Fortunato e Pino Pasqualino si sono distinti negli anni per la loro
straordinaria qualità delle rappresentazioni offerte, con i testi di
Fortunato Pasqualino (premio Pescara 1968, premio Flaiano 1978) e la
superiore tecnica di manovra di Pino Pasqualino, uno dei maggiori
pupari della storia. E approfitto dell'occasione per sottolineare il
fatto che l'Unesco ha proclamato il Teatro di Pupi Siciliani «Capolavori
del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità», un
riconoscimento che è stato assegnato a poche altre espressioni
culturali e tradizionali in tutto il mondo.
Un ringraziamento speciale va all'Assessore dott. Pier Carmelo
Russo, Assessore Regionale dell'Energia e dei Servizi
di Pubblica Utilità, che ringrazio anche a nome di tutti i buteresi che
a onor del vero (nelle sue vene scorre sangue buterese) lo
considerano un concittadino; e va anche a Vera Ambra,
Presidente dall’Associazione Akkuaria, per l’impegno che fino ad adesso
ha dato e sono certo che in futuro continuerà a dare per
questa splendida iniziativa; e un plauso a tutta l’Amministrazione
Comunale, agli Assessori, al Presidente del Consiglio
e a tutti i Consiglieri che con le loro sensibilità e le loro
competenze si sono impegnati tutti per la migliore riuscita dell'evento e
in particolar modo all’Assessore alla Cultura della mia città la
dott.ssa Giovanna Donzella, alla Responsabile del Settore
Cultura dott.ssa Giuseppa Carnazzo e a tutti i dipendenti
comunali in particolare agli instancabili operai che hanno
fatto sì che la struttura che oggi ci ospita fosse
pronta ad accoglierci in tempo...»
«Come presidente dell’Associazione Akkuaria»
esordisce Vera Ambra» ho raccolto nel
novembre del 2008 l'invito e principalmente il desiderio del Sindaco del Comune di Butera di
intitolare un Premio Letterario ad una personalità buterese da poco
scomparsa. A dire il vero, quando pronunciò il nome, provai subito un profondo dolore: Fortunato Pasqualino, amato e
compianto amico d'un tempo non c'era più.
In quell'istante rividi davanti ai miei occhi il momento in cui conobbi Fortunato Pasqualino.
Mi trovavo ad assistere ad un evento culturale che
si svolgeva presso la Biblioteca dei Benedettini a Catania e in quella
circostanza lo intervistai lungamente per conto di un’emittente
televisiva privata con cui collaboravo.
A
conclusione dell’intervista – a microfono spento – abbassandosi
verso di me (lui era molto più alto rispetto a me) sussurrò sottovoce: “Sei
proprio brava”. Guardandolo negli occhi mi resi conto che era
sincero. Prontamente gli risposi che di solito ero avulsa ai
complimenti, ma il suo mi lusingava parecchio.
Per le mie - allora nascenti - attività letterarie, ebbi modo di frequentarlo spesse volte a Roma, ma più che altro
le nostre conversazioni si svolgevano
attraverso il filo del telefono.
Quel che
mi rimase impresso fu l'episodio che rimase indelebile nella sua
mente fin da quando era un
ragazzino: sua madre aveva bruciato nel forno i suoi preziosi pupi
siciliani. "Il tempo
di giocare è finito" gli aveva detto per giustificare il suo
insano gesto. "Adesso è ora che tu vai a
lavorare nei campi". Da quel momento, non ha fatto altro che accrescere la sua voglia di
riaverli.
Di “Pupi”
in vita sua ne ebbe parecchi, ma mai nessuno di essi eguagliò mai quelli
irrimediabilmente perduti e che in qualche maniera
ritornavano a vivere ogni qual volta metteva in
scena una rappresentazione da lui scritta e diretta.
Fortunato, oltre ad essere stato un caro amico, era uomo dotato di
uno straordinario talento, era una persona affabile, gentile,
disponibile, riservata, sempre con il sorriso sulle labbra e
soprattutto umile e schivo da ogni forma di mondanità. Queste sono
alcune delle molte motivazioni che mi hanno spinto a mettere in atto
il mio impegno a divulgare la sua figura, le sue opere e il suo
teatro».

Un
sentito grazie è stato tributato alla
signora Barbara Olson, moglie e preziosa compagna di vita di
Fortunato che ha prontamente lasciato la capitale per presenziare
anche quest'anno alla Cerimonia della consegna dei Premi.
Tra il pubblico la signora Carmela Pasqualino, sorella di Fortunato
e Aurelio Caliri, un poliedrico artista sicilaino, spesse volte
presentato dallo stesso Fortunato durante alcune tra le sue più
importanti mostre.
Un
particolare importante ha caratterizzato l'edizione di quest'anno,
un particolare che maggiormente esalta lo scopo principale del
progetto cukturale che sostiene il Premio: il coinvolgimento dei
giovani. Infatti un
significativo "Omaggio a Fortunato Pasqualino" è stato
il contributo di Alessandra Nicotra neo-laureata con una tesi
che ha ripercorso alcune delle tappe più importanti della vita e del
pensiero di Fortunato Pasqualino, lo “zingaresco” filosofo alla
ricerca di verità e di risposte ai più grandi interrogativi della
storia dell’uomo.
«Dire chi è Fortunato Pasqualino in questo mio breve omaggio non
riuscirebbe a far risaltare tutta la sua straordinaria e geniale
stravaganza letteraria, che bisogna essere letta, o a descrivere a
pieno la sua carismatica personalità. Ma se dovessi usare una parola
per descriverlo, mi piacerebbe definirlo “eroico”, come i paladini
che egli manovrava sul palcoscenico del suo teatro.
Eroico per il coraggio con cui ha affrontato la «storia»; per la
capacità di sorridere e di sperare di fronte ai grandi drammi
dell’uomo.
Cresciuto con le favole orientali delle Mille e una notte narrate
dalla madre, e con le violenti immagini dell’Apocalisse, lette
durante le notti trascorse tra gli agrumeti, Pasqualino già
dall’infanzia, con il sorgere dei primi interrogativi, mostra la sua
propensione alla “meraviglia”; l’antico thauma ereditato dai
filosofi greci.
Attraverso i suoi scritti, delle intime autobiografie, egli fa
emergere un personaggio che è la controfigura di se stesso con cui
può confrontarsi, procedendo, così, in una fantastica avventura.
Fortunato Pasqualino può essere considerato un irregolare della
filosofia e della narrativa, come disse Mario Pomilio, ma un
irregolare anche della tradizione cristiana, di cui spesso stravolge
i canoni, pur mantenendo viva quella fede che balza in forma di
interrogativo.
A tal proposito, ricordando il suo “scanzonato” modo di filosofare,
sarebbe opportuno concludere con le stesse parole di Fortunato che
sembrano riassumere tutta la sua contraddittoria religiosità
costruita su interrogativi metafisici e sulla ricerca di risposte
convincenti sull’esistenza di un Dio da convertire al Nuovo
Testamento:
Teatro,
diciamo pure teatro o fantasticheria romanzesca, tanto per vincere
in qualche modo l’imbarazzo della nudità folleggiante, con cui mi
presento a te, Signore Iddio. Immaginiamo che questo sia un
colloquio, non un soliloquio, e che perciò abbia senso invocarti,
renderti grazie, rivolgerti domande, aspettarsi qualche tua
risposta. È stato scritto che l’arte ha i vantaggi della follia
senza gli svantaggi. Già, chi dice che sia arte la mia? In ogni
caso, vera è la preghiera di quest’uomo di scarsa, di scarsissima,
di quasi nessuna fede, che tuttavia da sempre ti ha implorato,
ringraziato, interrogato, cercando di scuoterti e di svegliarti, o
divino dormiente, che magari fossi tra noi come il Gesù
dell’evangelica barca in mezzo alle onde in tempesta.

Altro ospite di eccezionale caratura è stato Emanuele
Puglia che nel suo breve intervento d'intrattenimento ha offerto un piccolo
assaggio delle sue interpretazioni canore e recitative.
L'attore
catanese, formatosi artisticamente presso la Scuola di Teatro
dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico, Nel 1993 fonda, e
tutt'oggi dirige, il gruppo teatrale Maga Emastema con il quale progetta
e produce diversi lavori.
Molte le sue esperienze complementari come
pubblicità audio e video, Speakeraggio, animazione, attività didattico-teatrali, letture poetiche. Sempre più spesso, si cimenta
anche in veste di regista.
Ultimamente è protagonista di musicals di
grande successo.
Tra i componenti della Giuria erano presenti Angela Agnello (Gela),
Sergio Belfiore (Roma), Vittorio Frau (Cagliari), Mariella Sudano e
Gabriella Rossitto (Catania), i quali nel portare i saluti degli
altri componenti Luca Frudà, Luca Benassi, Ugo Magnanti, Mauro Montacchiesi
(Roma), Andrea Cati (Pescara),
hanno reso noto il pensiero di coloro che per diversi motivi non
sono stati presenti:
Dora
Millaci
(Genova)
«Ci ritroviamo quest’oggi, nei locali del Cine-teatro
comunale per la premiazione della seconda edizione del Premio
Letterario, che rende omaggio alla figura di Fortunato Pasqualino.
Noto scrittore di Butera.
Un ringraziamento è quindi doveroso al Comune che si è gentilmente
offerto nel promuovere questa bellissima iniziativa. Siamo grati
all’Ill.mo Sindaco ed alla Giunta Comunale, Regionale e Provinciale,
per la loro disponibilità. Non di meno dobbiamo citare la bravura e
l’operosità della poetessa e Presidentessa dell’associazione
Akkuaria, la signora Vera Ambra, senza la cui costante presenza,
nulla sarebbe stato possibile.
Il premio era suddiviso in due sezioni: poesia e narrativa.
Superando ogni aspettativa, sono giunti innumerevoli elaborati.
Molti di più rispetto alla scorsa edizione. Notevole il lavoro
quindi della giuria della quale mi pregio far parte per la sezione
narrativa, poiché la qualità delle opere anche quest’anno è stata
eccellente. Di conseguenza, la scelta dei finalisti non è stata
semplice. Si è dovuto quindi tener conto di tutti quegli aspetti che
formano un buon racconto. Partendo in primo luogo dall’originalità.
Continuando sulla stesura, sullo schema narrativo, la scelta
stilistica, la combinazione degli elementi. Il binomio di forma e
contenuto, che è la base fondamentale per lo svolgimento di un buon
testo. Dopo un lungo esame, e confronti tra noi giurati, è stata
stilata la classifica finale.
Sicura di ritrovarvi l’anno prossimo in numero crescente, voglio
fare un applauso a tutti i partecipanti al premio, senza i quali il
medesimo non avrebbe avuto tale successo. Un augurio sincero ai
vincitori per la loro ingegnosità narrativa».
Erberto
Accinni (Milano)
«E
così siamo alla seconda edizione di questo premio.
Visto il successo ottenuto l’anno scorso era obbligo replicare e
tenerlo fra i concorsi che avranno lunga vita. L’anno scorso ci sono
stati autori dal Canada e dall’Australia, quest’anno
dal Perù. Figli di un’Italia che è sta ingrata con loro,
forse, ma che è la loro radice, alla quale tornare col pensiero e –
stavolta – anche con azioni concrete: racconti.
Forse ora le parole Italia–patria–casa hanno una nota dolce, dopo
anni e dopo aver dimenticati i sofferti motivi che li hanno
costretti ad allontanarsene. Il rammarico è diventato nostalgia, il
ricordo si è mutato forse in melanconia, che a volte prende e resta
per un po’.
Molte anche quest’anno sono state le opere in concorso, tante da
rendere necessaria una selezione che ha visto l’esclusione di buoni
lavori, ai quali va comunque attenzione. Come tutti i concorsi ci
sarà un vincitore, lo esigono le regole.
Senza nulla togliergli, voglio volgere un pensiero a chi non sarà
nominato, senza scomodare De Coubertin e la sua consolante
asserzione.
Siamo persone, con una nostra dignità che esiste, si muove,
produce, lavora, va verso la propria felicità.
Non ci occorre il parere di nessuno per sapere che stamattina ci
siamo alzati felici o tristi; né un parere ci serve per avere la
consapevole certezza che sappiamo vivere la nostra esistenza.
Così sia ora per il vostro lavoro presente in questa antologia:
ci avete creduto, mentre scrivevate c’era la volontà di creare un
valore vostro, un valore che ora condividete con altri in questa
manifestazione. Si possa allora conservare a lungo nel cuore, lo
spirito motore della vostra buona e onesta opera.
Un
abbraccio a tutti; alla vostra piccola, meritevole, meritata
presenza qui.
Milano, 29 maggio 2010».
Franco Zarpellon
(Venezia)
Un saluto dall’Olanda
«Quando ho saputo la data della premiazione, tornando col pensiero
alla prima edizione del 2009 e alla calda e coinvolgente ospitalità
che Vera e gli organizzatori del Premio Fortunato Pasqualino hanno
saputo offrirmi, ho iniziato ad organizzare il viaggio.
Dopo solo una settimana mi è arrivata una seconda notizia che mi ha
messo davanti ad un dubbio non facile da risolvere. Rinunciare a
partecipare come giurato alla cerimonia di premiazione del concorso
a Butera, oppure rinunciare all’invito che avevo ricevuto per andare
a Den Haag a ritirare il premio del concorso Fiur’lini?
Una stessa data per due eventi per me egualmente importanti. Alla
fine ho dovuto optare per l’Olanda, sapendo però che a Butera ci
sarebbero state altre voci che probabilmente meglio di me avrebbero
saputo presentare i risultati del Premio.
Così, dalla lontana Olanda vi mando oggi questi saluti. Alle
amministrazioni che credono e supportano questo premio e a Vera
“regista del premio”, assieme a tutti gli akkuariani.
Il saluto più sentito va però a tutti gli scrittori e ai poeti
partecipanti al Premio e soprattutto ai vincitori, chè anche se oggi
non sono assieme a voi, ho l’impressione di conoscervi da sempre:
alcuni per avere incontrato ad eventi precedenti, altri perché i
racconti che sono stati presentati e che ho letto più volte, mi sono
rimasti dentro e credo possano rappresentare uno spicchio della
persona che li ha scritti.
Oggi non sono a Butera, ma ho voluto essere vicino a tutti voi, e
per farlo, parafrasando un vecchio proverbio, “se io non posso
andare a Butera, un po’ di Butera viene a me”.
Infatti in questo sabato 29 maggio, probabilmente alla stessa ora in
cui voi leggete questo mio saluto, io sono al pomeriggio letterario
di Den Haag organizzato da Forum Associazione Italiana, per
presentare il premio Fortunato Pasqualino e per donare alcune copia
dell’antologia del premio curata da Akkuaria, a cui con estremo
piacere ho contribuito nella scelta dei racconti inseriti.
Prosegue così, anche attraverso il Premio, il percorso di un
gemellaggio tra l’associazione Akkuaria e Forum Associazione
Italiana.
Nella prefazione all’antologia della scorsa edizione scrivevo che
“con una progressione inarrestabile un fiume di parole ha iniziato a
coprire la Sicilia e ad attaccarsi ai nostri sentimenti.”
Quest’anno il fiume ha continuato a scorrere, con sempre più forza e
sempre più ricco, e un suo ramo è arrivato in terra olandese..
Con un po’ di rimpianto
Den Haag, 29 maggio 2010».
Anche
quest'anno sono giunti al concorso una grande quantità di opere e di
conseguenza la Giuria si è attenuta a valutare e segnalare le opere
meritevoli per contenuto e originalità. Molte sono state le tematiche affrontate, alcune presenti con una frequenza
inaspettata.
Ai soliti temi che ripercorrono l’amore, i sentimenti,
la passione, si sono affiancati lavori, ben scritti e ancor meglio
intonati, di natura diversa: dalla fantascienza ai sogni, dalle
favole con protagonisti gli animali agli oggetti come catalizzatori
della vita, dagli scrittori alla scrittura, dalla rievocazione
storica alla forza dei ricordi.
Rivelazione di quest'anno è stato il frutto dell’impegno di
due giovani autrici appena maggiorenni,
Giulia Passino e
Francesca Strufaldi,
che si sono imposte di diritto
tra i migliori.
Questa la classifica:
NARRATIVA
Prima Classificata Infine, l'alba di
Giulia Passino
Seconda classificata Nomen - (W)omen
di Ilaria Ferramosca
Terzi classificati ex-equo
Estinzione di massa di Paolo Merenda
La casa rossa di Letizia Vicidomini
Il vecchio del lago di Francesca Strufaldi
POESIA
Prima Classificata Novembre di Giulio
Maffii
Seconda classificata Quann'era nica
di Tiziana De Caro
Terzi classificati ex-equo
Notturni d’abbandono di Alba Gnazi
Di pioggia e di scontento di Miriam
Santopolo
La vita passa e resta la filama di Piero Carbone
Nel silenzio stellato di Filippo Pirro
Dormiranno, dormiranno ora...? di Fernando Pelino
***
PREMIO DELLA GIURIA SEZIONE NARRATIVA
Non ti lascerò mai sola di
Vincenzo Portone
Il Re delle maree di Elisabetta Simone
Solo un chicco di caffè di Marzia Cikada
Spicchi di vita in agrodolce di Katia
Brentani
Un cane di nome Sette di Niva Ragazzi
L’Eclisse di Bruna Mainardi
Mimma si sposa di Alessandro Cuppini
America di Cinzia Pietrangelini
La vita in una scatola di bottoni di
Marinella Barbero
La lunga notte di Joe Cadillac di Gianluca
Grossi
Padri e figli di Giacomo Di Blasi
La fine dei sogni di Federico Lombardi
La nevicata del 1985 di Marco Boccaccini
Lo scrittore di Vito Ferro
La coccinella e il pipistrello di Mariapaola
Treglia
La storia di Wa-Zi e di Rafa di Maurizio
Stasi
’O ’mpagliasègge (L’impagliasedie) di Lucia
De Filippo
La leggenda di “Fra Gilormu” di Giuseppe
Nasca
MENZIONE DELLA GIURIA SEZIONE NARRATIVA
Anche questo è amore di Alessandro
Berardelli
La pietra di Bernardino Proietti Vantaggi
S’Ardia a pè / La corsa a piedi di Costantina
Frau
Il Tamarro di Enrico Tordini
Anticipato lutto di Flavia Balsamo
Il drappo di Giovanni Maria Pedrani
Spicchi di vita in agrodolce di Katia Brentani
Ami di Loredana Caverni
La morte dello scrittore di Marco Marino
Ho caldo di Mario Borghi
Acqua di Massimo Ubertone
Stelle dorate di Michele Caruso
Passerotti implumi con pistola: vicende pre-adolescenzali
di Nello Agusani
Centodecesimo piano (diario di un povero diavolo)
di Oz L.Moreen
Nephes di Paolo Cavarra
La corsa dei Barberi di Pierangelo Colombo
La pianta sottosopra di Renata Di Sano
Si muore solo d'inverno di Simona Almerini
Il circo terrestre di Vida Bardiyaz
Schiocchi di chiocciole di Vito Nicassio
PREMIO DELLA GIURIA SEZIONE POESIA
Nell’attesa di te di Aldo Li Volsi
Farfalla d’autunno di Fátima Rocío, Peralta
García
Colori di carezze di Adalgisa Zanotto
Non c'è tempo di Alberto Arletti
Alchimista dell’essere di Beatrice Gradassa
Schizofrenia di Marco Buggio
Notti insonni di Bojana Bratic
Passione di Carina Spurio
Un angolo per te di Cassandra Venturini
Musa maledetta di Costanza De Cillia
T'amerò di Cristina Insalaco
Lirica di Carmelina Ventura
(sulla curva del meriggio) di Daìta Martinez
Come farfalla nel breve volo di Deanna
Mannaioli
"S 21" di Daniele Brinzaglia
Canzone per uno spettro di Danilo Carli
Stranich
Vorrei di Domenico Giansiracusa
Nella terra dei sogni di Gerardo Nardozza
Le ragioni delle dita di Giuseppe Pagano
Tursi di Giusy Pontillo
It’s a dirty job di Matteo Straccia
Nel vento di candele di Mariateresa La Porta
Cortometraggio di Maria Grazia Patanè
Fuori piove, e nessuno vuole giocare a dama
di Michele Pasquale
I comignoli di Michele Canducci
San Martino di Raffaella Marolda
Roberto di Tiziana Monari
Disabili di Marilena Ferrone
Lontano di Elisabetta Sabato
Un amore silenzioso di Sergio De Angelis
Estate di Alessio Casari
Alba di Angela Patrono
Vento di rivoluzione di Ludovica Mazzuccato
Come fiori di Sabrina Balbinetti
Dolenti cicatrici di Rodolfo Vettorello
Lo sguardo di Paola Pillier
Dedicata di Barbara Sedici
Rivoluzione di Diana Drunk
MENZIONE DELLA GIURIA SEZIONE POESIA
Anni di Armando Romano
Nodosi mandorli di Calogero Restivo
Maschera, solo maschera di Carlo Barbera
Il Male dentro di Carmela Russo
Come girasoli di Cristina Aldrighetti
Nel vento di Daniela Rusconi
C’era un pianista di Danilo Carollo
Un gabbiano nella bufera di Egidio Fusco
Borgomanero
Fili dell’anima di Fiorella Fornasiero
Il fiato tra i rami di Francesco Granito
Per te Iryna di Franjo Matanovic
Casa del sogno di Gabriella Maddalena Macidi
Orizzonti di Gabriella Paoletti
Ecco la guerra di Gianfranco Piastra
La dolce attesa di Giovanna Damiano
Calabria bella di Giuseppe Madera
Rimpianto di Giusy Cancemi
Viandante del tempo profondo di Katia Debora
Melis
Celeste di Luca Liberti
Selve oscure di Marco Stimolo
Il Circo Dovrosky di Marcostefano Gallo
Fossi il cielo di Maria Assunta Anna Boschi
Chi preannunciò la fine alla civetta? di
Maria Grazia Frassi
Lettera alla violenza di Mariella Mulas
La risacca dei miei pensieri devia di Marina
Paoletti
Carnevale romano di Marisa Annunziata
Fitna, Afrosune e Sheherazade di Monica
Macchi
Anime Amanti di Paola Carrozzo
Lo sguardo di Paola Piellier
Il canto delle Sirene di Paola Tosato
Marina di Paolo Zanasi
A Daniela di Patrizia Cozzolino
Terra Aspra di Rachele Arcidiacono
Amami di Rama Saimir
Il bacio perfetto di Roberto Ritondale
Come fiori di Sabrina Ballbinetti
Clochard di Simone Censi
Il tempio del grigio di Stefania D’Ammicco
Parestesia di Valeria Battiato
Zoppicando nella notte di Virginia Montini
A
concludere la kermesse è stato il Teatro di Fortunato Pasqualino
con il Pinocchio alla Corte di Carlo Magno, recitazione a
vista, con i pupi siciliani, proposti da Nino Amico, Cettina
Maccarone, e Saretto Napoli.
Passando dal libro del Collodi all'opera dei pupi, Pinocchio è
afflitto da un nuovo male al naso, quello di starnutire quando gli
altri dicono bugie, con tutte le disavventure che conseguono quando
a dirle grosse è l'imperatore Carlo Magno.
I Pupi Siciliani dei
Fratelli Pasqualino, appartenuti alla tradizione catanese,
sono state rappresentati da due generazioni nei teatri di tutto il
mondo. Partecipando ad alcuni tra i più prestigiosi Festival
nazionali ed internazionali, essi sono stati applauditi in Francia,
Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera, Tunisia, Argentina, Canada,
Stati Uniti d'America, ed in oltre 140 comuni italiani. Attualmente
la compagnia "Teatro di Pupi Siciliani dei Fratelli Pasqualino" non
è attiva.
Si abbassano così le luci su un palcoscenico che principalmente è
stato calcato dal'anima tangibile di Fortunato. Ognuno ha lasciato
la sala con un sorriso stampato nel cuore e una buona dose di quella
felicità dei vincitori che l'hanno condivisa con tutti, così come
sono state condivise le parole di Giuseppina Carnazzo, Dirigente
alla Cultura del Comune di Butera: «La cultura è l'elemento fondamentale
per la
libertà di un popolo e della sua identità...».
In conclusione l'Amministrazione di Butera ha offerto un rinfresco a
base dei prodotti tipici locali, tra cui gli spaghetti con il
miele...
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Premio Fortunato Pasqualino |

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Inizio lavori
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Salvatore Calaciura, presentatore
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Luigi Casisi
Sindaco del Comune di Butera
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Pier Carmelo Russo, Assessore
Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica
Utilità
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Vera Ambra
Presidente Associazione Akkuaria
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Premi
per i primi tre classificati
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La Giuria, da sinistra:
Gabriella Rossitto, Mariella Sudano, Angela
Agnello Sergio Belfiore, Vittorio Frau
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Alessandra Nicotra
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Barbara Olson Pasqualino
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Momento di intrattenimento con
Emanuele Puglia
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Daita Martinez
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Daniele Brinzaglia
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Tiziana De Caro
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dal Pinocchio alla Corte di Catlo
Magno
il Teatro di Fortunato Pasqualino
Recitazione a vista, con i pupi siciliani
con Cettina Maccarone, Nino Amico, Saretto
Napoli, Michele Insanguine
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