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Giulia Passino e Giulio Mafii
i vincitori della IIa Edizione del Concorso Internazionale
di Narrativa e Poesia
Premio Fortunato Pasqualino

Una splendida cornice di pubblico ha coronato la Cerimonia conclusiva della seconda edizione del Premio Fortunato Pasqualino.
Gli intervenuti sono stati accolti nei nuovi locali del Cine-Teatro di Piazza Dante, per l'occasione inaugurati da questa Manifestazione, fortemente voluta dalle Autorità Locali, per onorare la figura del loro compianto e stimato concittadino e magistralmente organizzata dall'Associazione Akkuaria.
A fare gli onori di casa è stato Salvatore Calaciura che con la sua affabilità ha condotto la serata.

I lavori si sono aperti con la proiezione de La Settimana Santa a Butera di Fortunato Pasqualino, proposta e condotta dall'allora giovane giornalista della Rai.

Il filmato, che ha trasferito il pubblico in un'atmosfera che si viveva al tempo della realizzazione, all'incirca negli anni settanta dallo stesso Fortunato, che è sempre la stessa che si tramanda di padre in figlio, è stato gentilmente offerto dall'archivio della RAI di Roma.

 

A seguire la proiezione del video  "Presenze e paesaggi" di Giuseppe Ferreri, tratto dall'omonima mostra fotografica esposta all'interno del Cine-Teatro assieme alle opere pittoriche di Francesco Vitello dal titolo "I vizi capitali". Le suggestive immagini di Giuseppe Ferreri hanno illustrato scorci, paesaggi e personaggi di Butera.

 


Il Sindaco, Luigi Casisi, ha così esordito:
«
...Sono emozionato e orgoglioso di aver raggiunto e ancor più consolidato l'obiettivo di rilanciare, in termini turistici la nostra Città,e la numerosa presenza delle persone giunte da tutte le parti d'Italia ne è una prova tangibile, ma soprattutto per aver ridato il dovuto e giusto riconoscimento alla figura di Fortunato Pasqualino che è diventato un patrimonio storico per Butera e patrimonio culturale della Sicilia.

La cultura è il traino principale per la vita di una Città e gli sforzi della nostra Amministrazione si aggiungono alle precedenti e diverse iniziative che abbiamo portato con successo a termine e quindi mi è doveroso porgere un significativo plauso agli artefici e promotori.

 

Il Premio Fortunato Pasqualino è un doveroso tributo ad un uomo  che, oltre ad essere stato un pilastro della cultura nazionale, è stato fautore nel 1969 – assieme al fratello – della nascita del "Teatro di Pupi Siciliani". Fortunato e Pino Pasqualino si sono distinti negli anni per la loro straordinaria qualità delle rappresentazioni offerte, con i testi di Fortunato Pasqualino (premio Pescara 1968, premio Flaiano 1978) e la superiore tecnica di manovra di Pino Pasqualino, uno dei maggiori pupari della storia. E approfitto dell'occasione per sottolineare il fatto che l'Unesco ha proclamato il Teatro di Pupi Siciliani «Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità», un riconoscimento che è stato assegnato a poche altre espressioni culturali e tradizionali in tutto il mondo.
 

Un ringraziamento speciale va all'Assessore dott. Pier Carmelo Russo, Assessore Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, che ringrazio anche a nome di tutti i buteresi che a onor del vero (nelle sue vene scorre sangue buterese) lo considerano un concittadino; e va anche a Vera Ambra, Presidente dall’Associazione Akkuaria, per l’impegno che fino ad adesso  ha dato e sono certo che in futuro continuerà a dare per questa splendida iniziativa; e un plauso a tutta l’Amministrazione Comunale, agli Assessori, al Presidente del Consiglio e a tutti i Consiglieri che con le loro sensibilità e le loro competenze si sono impegnati tutti per la migliore riuscita dell'evento e in particolar modo all’Assessore alla Cultura della mia città la dott.ssa Giovanna Donzella, alla Responsabile del Settore Cultura dott.ssa Giuseppa Carnazzo e a tutti i dipendenti comunali in particolare agli instancabili operai che hanno fatto sì che la struttura che oggi ci ospita fosse pronta ad accoglierci in tempo...»
 

«Come presidente dell’Associazione Akkuaria» esordisce Vera Ambra» ho raccolto nel novembre del 2008 l'invito e principalmente il desiderio del Sindaco del Comune di Butera di intitolare un Premio Letterario ad una personalità buterese da poco scomparsa. A dire il vero, quando pronunciò il nome, provai subito un profondo dolore: Fortunato Pasqualino, amato e compianto amico d'un tempo non c'era più.
In quell'istante rividi davanti ai miei occhi il momento in cui conobbi Fortunato Pasqualino. Mi trovavo ad assistere ad un evento culturale che si svolgeva presso la Biblioteca dei Benedettini a Catania e in quella circostanza lo intervistai lungamente per conto di un’emittente televisiva privata con cui collaboravo. A conclusione dell’intervista – a microfono spento – abbassandosi verso di me (lui era molto più alto rispetto a me) sussurrò sottovoce: “Sei proprio brava”. Guardandolo negli occhi mi resi conto che era sincero. Prontamente gli risposi che di solito ero avulsa ai complimenti, ma il suo mi lusingava parecchio.
Per le mie - allora nascenti - attività letterarie, ebbi modo di frequentarlo spesse volte a Roma, ma più che altro le nostre conversazioni si svolgevano attraverso il filo del telefono.
 

Quel che mi rimase impresso fu l'episodio che rimase indelebile nella sua mente fin da quando era un ragazzino: sua madre aveva bruciato nel forno i suoi preziosi pupi siciliani. "Il tempo di giocare è finito" gli aveva detto per giustificare il suo insano gesto. "Adesso è ora che tu vai a lavorare nei campi". Da quel momento, non ha fatto altro che accrescere la sua voglia di riaverli.

Di “Pupi” in vita sua ne ebbe parecchi, ma mai nessuno di essi eguagliò mai quelli irrimediabilmente perduti e che in qualche maniera ritornavano a vivere ogni qual volta  metteva in scena una rappresentazione da lui scritta e diretta.
 

Fortunato, oltre ad essere stato un caro amico, era uomo dotato di uno straordinario talento, era una persona affabile, gentile, disponibile, riservata, sempre con il sorriso sulle labbra e soprattutto umile e schivo da ogni forma di mondanità. Queste sono alcune delle molte motivazioni che mi hanno spinto a mettere in atto il mio impegno a divulgare la sua figura, le sue opere e il suo teatro».
 

 

Un sentito grazie è stato tributato alla signora Barbara Olson, moglie e preziosa compagna di vita di Fortunato che ha prontamente lasciato la capitale per presenziare anche quest'anno alla Cerimonia della consegna dei Premi.

Tra il pubblico la signora Carmela Pasqualino, sorella di Fortunato e Aurelio Caliri, un poliedrico artista sicilaino, spesse volte presentato dallo stesso Fortunato durante alcune tra le sue più importanti mostre.

 

Un particolare importante ha caratterizzato l'edizione di quest'anno, un particolare che maggiormente esalta lo scopo principale del progetto cukturale che sostiene il Premio: il coinvolgimento dei giovani. Infatti un significativo "Omaggio a Fortunato Pasqualino" è stato il contributo di Alessandra Nicotra neo-laureata con una tesi che ha ripercorso alcune delle tappe più importanti della vita e del pensiero di Fortunato Pasqualino, lo “zingaresco” filosofo alla ricerca di verità e di risposte ai più grandi interrogativi della storia dell’uomo.


«Dire chi è Fortunato Pasqualino in questo mio breve omaggio non riuscirebbe a far risaltare tutta la sua straordinaria e geniale stravaganza letteraria, che bisogna essere letta, o a descrivere a pieno la sua carismatica personalità. Ma se dovessi usare una parola per descriverlo, mi piacerebbe definirlo “eroico”, come i paladini che egli manovrava sul palcoscenico del suo teatro.
Eroico per il coraggio con cui ha affrontato la «storia»; per la capacità di sorridere e di sperare di fronte ai grandi drammi dell’uomo.
Cresciuto con le favole orientali delle Mille e una notte narrate dalla madre, e con le violenti immagini dell’Apocalisse, lette durante le notti trascorse tra gli agrumeti, Pasqualino già dall’infanzia, con il sorgere dei primi interrogativi, mostra la sua propensione alla “meraviglia”; l’antico thauma ereditato dai filosofi greci.

Attraverso i suoi scritti, delle intime autobiografie, egli fa emergere un personaggio che è la controfigura di se stesso con cui può confrontarsi, procedendo, così, in una fantastica avventura.
Fortunato Pasqualino può essere considerato un irregolare della filosofia e della narrativa, come disse Mario Pomilio, ma un irregolare anche della tradizione cristiana, di cui spesso stravolge i canoni, pur mantenendo viva quella fede che balza in forma di interrogativo.
A tal proposito, ricordando il suo “scanzonato” modo di filosofare, sarebbe opportuno concludere con le stesse parole di Fortunato che sembrano riassumere tutta la sua contraddittoria religiosità costruita su interrogativi metafisici e sulla ricerca di risposte convincenti sull’esistenza di un Dio da convertire al Nuovo Testamento:

 

Teatro, diciamo pure teatro o fantasticheria romanzesca, tanto per vincere in qualche modo l’imbarazzo della nudità folleggiante, con cui mi presento a te, Signore Iddio. Immaginiamo che questo sia un colloquio, non un soliloquio, e che perciò abbia senso invocarti, renderti grazie, rivolgerti domande, aspettarsi qualche tua risposta. È stato scritto che l’arte ha i vantaggi della follia senza gli svantaggi. Già, chi dice che sia arte la mia? In ogni caso, vera è la preghiera di quest’uomo di scarsa, di scarsissima, di quasi nessuna fede, che tuttavia da sempre ti ha implorato, ringraziato, interrogato, cercando di scuoterti e di svegliarti, o divino dormiente, che magari fossi tra noi come il Gesù dell’evangelica barca in mezzo alle onde in tempesta.

 

 

Altro ospite di eccezionale caratura è stato Emanuele Puglia che nel suo breve intervento d'intrattenimento ha offerto un piccolo assaggio delle sue interpretazioni canore e recitative.

L'attore catanese, formatosi artisticamente presso la Scuola di Teatro dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico, Nel 1993 fonda, e tutt'oggi dirige, il gruppo teatrale Maga Emastema con il quale progetta e produce diversi lavori.

Molte le sue esperienze complementari come pubblicità audio e video, Speakeraggio, animazione, attività didattico-teatrali, letture poetiche. Sempre più spesso, si cimenta anche in veste di regista.

Ultimamente è protagonista di musicals di grande successo.



 


Tra i componenti della Giuria erano presenti Angela Agnello (Gela), Sergio Belfiore (Roma), Vittorio Frau (Cagliari), Mariella Sudano e Gabriella Rossitto (Catania), i quali nel portare i saluti degli altri componenti Luca Frudà, Luca Benassi, Ugo Magnanti, Mauro Montacchiesi (Roma), Andrea Cati (Pescara), hanno reso noto il pensiero di coloro che per diversi motivi non sono stati presenti:

 

 


Dora Millaci (Genova)
«Ci ritroviamo quest’oggi, nei locali del Cine-teatro comunale per la premiazione della seconda edizione del Premio Letterario, che rende omaggio alla figura di Fortunato Pasqualino. Noto scrittore di Butera.
Un ringraziamento è quindi doveroso al Comune che si è gentilmente offerto nel promuovere questa bellissima iniziativa. Siamo grati all’Ill.mo Sindaco ed alla Giunta Comunale, Regionale e Provinciale, per la loro disponibilità. Non di meno dobbiamo citare la bravura e l’operosità della poetessa e Presidentessa dell’associazione Akkuaria, la signora Vera Ambra, senza la cui costante presenza, nulla sarebbe stato possibile.
Il premio era suddiviso in due sezioni: poesia e narrativa.
Superando ogni aspettativa, sono giunti innumerevoli elaborati. Molti di più rispetto alla scorsa edizione. Notevole il lavoro quindi della giuria della quale mi pregio far parte per la sezione narrativa, poiché la qualità delle opere anche quest’anno è stata eccellente. Di conseguenza, la scelta dei finalisti non è stata semplice. Si è dovuto quindi tener conto di tutti quegli aspetti che formano un buon racconto. Partendo in primo luogo dall’originalità. Continuando sulla stesura, sullo schema narrativo, la scelta stilistica, la combinazione degli elementi. Il binomio di forma e contenuto, che è la base fondamentale per lo svolgimento di un buon testo. Dopo un lungo esame, e confronti tra noi giurati, è stata stilata la classifica finale.
Sicura di ritrovarvi l’anno prossimo in numero crescente, voglio fare un applauso a tutti i partecipanti al premio, senza i quali il medesimo non avrebbe avuto tale successo. Un augurio sincero ai vincitori per la loro ingegnosità narrativa
».
 

Erberto Accinni (Milano)

«E così siamo alla seconda edizione di questo premio.

Visto il successo ottenuto l’anno scorso era obbligo replicare e tenerlo fra i concorsi che avranno lunga vita. L’anno scorso ci sono stati autori dal Canada e dall’Australia, quest’anno dal Perù. Figli di un’Italia che è sta ingrata con loro, forse, ma che è la loro radice, alla quale tornare col pensiero e – stavolta – anche con azioni concrete: racconti.

Forse ora le parole Italia–patria–casa hanno una nota dolce, dopo anni e dopo aver dimenticati i sofferti motivi che li hanno costretti ad allontanarsene. Il rammarico è diventato nostalgia, il ricordo si è mutato forse in melanconia, che a volte prende e resta per un po’.

Molte anche quest’anno sono state le opere in concorso, tante da rendere necessaria una selezione che ha visto l’esclusione di buoni lavori, ai quali va comunque attenzione. Come tutti i concorsi ci sarà un vincitore, lo esigono le regole.

Senza nulla togliergli, voglio volgere un pensiero a chi non sarà nominato, senza scomodare De Coubertin e la sua consolante asserzione.

Siamo persone, con una nostra dignità che esiste, si muove, produce, lavora, va verso la propria felicità.

Non ci occorre il parere di nessuno per sapere che stamattina ci siamo alzati felici o tristi; né un parere ci serve per avere la consapevole certezza che sappiamo vivere la nostra esistenza.

Così sia ora per il vostro lavoro presente in questa antologia: ci avete creduto, mentre scrivevate c’era la volontà di creare un valore vostro, un valore che ora condividete con altri in questa manifestazione. Si possa allora conservare a lungo nel cuore, lo spirito motore della vostra buona e onesta opera.

Un abbraccio a tutti; alla vostra piccola, meritevole, meritata presenza qui.

Milano, 29 maggio 2010».

 

Franco Zarpellon (Venezia)
Un saluto dall’Olanda

«Quando ho saputo la data della premiazione, tornando col pensiero alla prima edizione del 2009 e alla calda e coinvolgente ospitalità che Vera e gli organizzatori del Premio Fortunato Pasqualino hanno saputo offrirmi, ho iniziato ad organizzare il viaggio.

Dopo solo una settimana mi è arrivata una seconda notizia che mi ha messo davanti ad un dubbio non facile da risolvere. Rinunciare a partecipare come giurato alla cerimonia di premiazione del concorso a Butera, oppure rinunciare all’invito che avevo ricevuto per andare a Den Haag a ritirare il premio del concorso Fiur’lini?

Una stessa data per due eventi per me egualmente importanti. Alla fine ho dovuto optare per l’Olanda, sapendo però che a Butera ci sarebbero state altre voci che probabilmente meglio di me avrebbero saputo presentare i risultati del Premio.

Così, dalla lontana Olanda vi mando oggi questi saluti. Alle amministrazioni che credono e supportano questo premio e a Vera “regista del premio”, assieme a tutti gli akkuariani.

Il saluto più sentito va però a tutti gli scrittori e ai poeti partecipanti al Premio e soprattutto ai vincitori, chè anche se oggi non sono assieme a voi, ho l’impressione di conoscervi da sempre: alcuni per avere incontrato ad eventi precedenti, altri perché i racconti che sono stati presentati e che ho letto più volte, mi sono rimasti dentro e credo possano rappresentare uno spicchio della persona che li ha scritti.

Oggi non sono a Butera, ma ho voluto essere vicino a tutti voi, e per farlo, parafrasando un vecchio proverbio, “se io non posso andare a Butera, un po’ di Butera viene a me”.

Infatti in questo sabato 29 maggio, probabilmente alla stessa ora in cui voi leggete questo mio saluto, io sono al pomeriggio letterario di Den Haag organizzato da Forum Associazione Italiana, per presentare il premio Fortunato Pasqualino e per donare alcune copia dell’antologia del premio curata da Akkuaria, a cui con estremo piacere ho contribuito nella scelta dei racconti inseriti.

Prosegue così, anche attraverso il Premio, il percorso di un gemellaggio tra l’associazione Akkuaria e Forum Associazione Italiana.  

Nella prefazione all’antologia della scorsa edizione scrivevo che “con una progressione inarrestabile un fiume di parole ha iniziato a coprire la Sicilia e ad attaccarsi ai nostri sentimenti.”

Quest’anno il fiume ha continuato a scorrere, con sempre più forza e sempre più ricco, e un suo ramo è arrivato in terra olandese..

Con un po’ di rimpianto

Den Haag, 29 maggio 2010».

 

 

Anche quest'anno sono giunti al concorso una grande quantità di opere e di conseguenza la Giuria si è attenuta a valutare e segnalare le opere meritevoli per contenuto e originalità. Molte sono state le tematiche affrontate, alcune presenti con una frequenza inaspettata.

Ai soliti temi che ripercorrono l’amore, i sentimenti, la passione, si sono affiancati lavori, ben scritti e ancor meglio intonati, di natura diversa: dalla fantascienza ai sogni, dalle favole con protagonisti gli animali agli oggetti come catalizzatori della vita, dagli scrittori alla scrittura, dalla rievocazione storica alla forza dei ricordi.
Rivelazione di quest'anno è stato il frutto dell’impegno di due giovani autrici appena maggiorenni, Giulia Passino e Francesca Strufaldi, che si sono imposte di diritto tra i migliori.

Questa la classifica:

NARRATIVA

Prima Classificata Infine, l'alba  di Giulia Passino
Seconda classificata Nomen - (W)omen di  Ilaria Ferramosca
Terzi classificati ex-equo
Estinzione di massa di Paolo Merenda
La casa rossa di Letizia Vicidomini
Il vecchio del lago di Francesca Strufaldi

POESIA
Prima Classificata Novembre di Giulio Maffii
Seconda classificata Quann'era nica di  Tiziana De Caro
Terzi classificati ex-equo
Notturni d’abbandono   di  Alba Gnazi 
Di pioggia e di scontento  di   Miriam Santopolo
La vita passa e resta la filama di Piero Carbone
Nel silenzio stellato  di  Filippo Pirro
Dormiranno, dormiranno ora...? di  Fernando Pelino 

***
PREMIO DELLA GIURIA SEZIONE NARRATIVA

Non ti lascerò mai sola  di   Vincenzo Portone
Il Re delle maree  di   Elisabetta Simone
Solo un chicco di caffè  di   Marzia Cikada
Spicchi di vita in agrodolce  di   Katia Brentani
Un cane di nome Sette di Niva Ragazzi
L’Eclisse  di  Bruna Mainardi
Mimma si sposa  di   Alessandro Cuppini
America  di  Cinzia Pietrangelini
La vita in una scatola di bottoni  di  Marinella Barbero
La lunga notte di Joe Cadillac  di  Gianluca Grossi
Padri e figli  di   Giacomo Di Blasi
La fine dei sogni  di   Federico Lombardi
La nevicata del 1985  di  Marco Boccaccini
Lo scrittore  di Vito Ferro 
La coccinella e il pipistrello  di Mariapaola Treglia
La storia di Wa-Zi e di Rafa  di  Maurizio Stasi
’O ’mpagliasègge (L’impagliasedie)  di  Lucia De Filippo
La leggenda di “Fra Gilormu”  di   Giuseppe Nasca

MENZIONE DELLA GIURIA SEZIONE NARRATIVA
Anche questo è amore  di Alessandro Berardelli
La pietra  di  Bernardino Proietti Vantaggi
S’Ardia a pè / La corsa a piedi  di Costantina Frau
Il Tamarro  di Enrico Tordini
Anticipato lutto  di  Flavia Balsamo
Il drappo di Giovanni Maria Pedrani
Spicchi di vita in agrodolce di  Katia Brentani
Ami  di  Loredana Caverni
La morte dello scrittore  di  Marco Marino
Ho caldo di  Mario Borghi
Acqua  di  Massimo Ubertone
Stelle dorate  di  Michele Caruso
Passerotti implumi con pistola: vicende pre-adolescenzali  di  Nello Agusani
Centodecesimo piano (diario di un povero diavolo)  di  Oz L.Moreen
Nephes  di  Paolo Cavarra
La corsa dei Barberi  di  Pierangelo Colombo
La pianta sottosopra  di  Renata Di Sano
Si muore solo d'inverno  di  Simona Almerini
Il circo terrestre di  Vida Bardiyaz
Schiocchi di chiocciole di  Vito Nicassio


PREMIO DELLA GIURIA SEZIONE POESIA
Nell’attesa di te  di Aldo Li Volsi
Farfalla d’autunno  di  Fátima Rocío, Peralta García
Colori di carezze   di  Adalgisa Zanotto
Non c'è tempo  di Alberto Arletti
Alchimista dell’essere   di  Beatrice Gradassa
Schizofrenia  di  Marco Buggio
Notti insonni  di  Bojana Bratic
Passione  di Carina Spurio
Un angolo per te  di Cassandra Venturini
Musa maledetta  di Costanza De Cillia
T'amerò  di Cristina Insalaco
Lirica  di Carmelina Ventura
(sulla curva del meriggio)  di Daìta Martinez
Come farfalla nel breve volo  di Deanna Mannaioli
"S 21"  di  Daniele Brinzaglia
Canzone per uno spettro  di  Danilo Carli Stranich
Vorrei  di Domenico Giansiracusa  
Nella terra dei sogni  di  Gerardo Nardozza
Le ragioni delle dita  di Giuseppe Pagano
Tursi di  Giusy Pontillo
It’s a dirty job di Matteo Straccia
Nel vento di candele  di Mariateresa La Porta 
Cortometraggio di Maria Grazia Patanè 
Fuori piove, e nessuno vuole giocare a dama  di Michele Pasquale
I comignoli  di Michele Canducci
San Martino  di Raffaella Marolda
Roberto  di Tiziana Monari
Disabili  di  Marilena Ferrone
Lontano  di Elisabetta Sabato
Un amore silenzioso  di Sergio De Angelis
Estate  di Alessio Casari
Alba  di Angela Patrono
Vento di rivoluzione  di Ludovica Mazzuccato
Come fiori  di Sabrina Balbinetti
Dolenti cicatrici  di Rodolfo Vettorello
Lo sguardo  di Paola Pillier
Dedicata  di Barbara Sedici
Rivoluzione  di Diana Drunk


MENZIONE DELLA GIURIA  SEZIONE POESIA
Anni  di Armando Romano
Nodosi mandorli di Calogero Restivo
Maschera, solo maschera  di Carlo Barbera
Il Male dentro  di Carmela Russo
Come girasoli  di Cristina Aldrighetti
Nel vento  di Daniela Rusconi
C’era un pianista  di Danilo Carollo
Un gabbiano nella bufera  di Egidio Fusco Borgomanero
Fili dell’anima  di Fiorella Fornasiero
Il fiato tra i rami  di Francesco Granito
Per te Iryna  di Franjo Matanovic
Casa del sogno  di Gabriella Maddalena Macidi
Orizzonti  di Gabriella Paoletti
Ecco la guerra  di Gianfranco Piastra
La dolce attesa  di Giovanna Damiano
Calabria bella  di Giuseppe Madera
Rimpianto  di Giusy Cancemi
Viandante del tempo profondo  di Katia Debora Melis
Celeste  di Luca Liberti
Selve oscure  di Marco Stimolo
Il Circo Dovrosky  di Marcostefano Gallo
Fossi il cielo  di Maria Assunta Anna Boschi
Chi preannunciò la fine alla civetta?  di Maria Grazia Frassi
Lettera alla violenza  di Mariella Mulas
La risacca dei miei pensieri devia  di Marina Paoletti
Carnevale romano  di Marisa Annunziata
Fitna, Afrosune e Sheherazade  di Monica Macchi
Anime Amanti  di Paola Carrozzo
Lo sguardo  di Paola Piellier
Il canto delle Sirene  di Paola Tosato
Marina  di Paolo Zanasi
A Daniela  di Patrizia Cozzolino
Terra Aspra  di Rachele Arcidiacono
Amami  di Rama Saimir
Il bacio perfetto  di Roberto Ritondale
Come fiori  di Sabrina Ballbinetti
Clochard  di Simone Censi
Il tempio del grigio  di Stefania D’Ammicco
Parestesia  di Valeria Battiato
Zoppicando nella notte  di Virginia Montini

 


A concludere la kermesse è stato il Teatro di Fortunato Pasqualino con il Pinocchio alla Corte di Carlo Magno, recitazione a vista, con i pupi siciliani, proposti da Nino Amico, Cettina Maccarone, e Saretto Napoli.

Passando dal libro del Collodi all'opera dei pupi, Pinocchio è afflitto da un nuovo male al naso, quello di starnutire quando gli altri dicono bugie, con tutte le disavventure che conseguono quando a dirle grosse è l'imperatore Carlo Magno.

 

I Pupi Siciliani dei Fratelli Pasqualino, appartenuti alla tradizione catanese, sono state rappresentati da due generazioni nei teatri di tutto il mondo. Partecipando ad alcuni tra i più prestigiosi Festival nazionali ed internazionali, essi sono stati applauditi in Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera, Tunisia, Argentina, Canada, Stati Uniti d'America, ed in oltre 140 comuni italiani. Attualmente la compagnia "Teatro di Pupi Siciliani dei Fratelli Pasqualino" non è attiva.

Si abbassano così le luci su un palcoscenico che principalmente è stato calcato dal'anima tangibile di Fortunato. Ognuno ha lasciato la sala con un sorriso stampato nel cuore e una buona dose di quella felicità dei vincitori che l'hanno condivisa con tutti, così come sono state condivise le parole di Giuseppina Carnazzo, Dirigente alla Cultura del Comune di Butera: «La cultura è l'elemento  fondamentale per la libertà di un popolo e della sua identità...».

 

In conclusione l'Amministrazione di Butera ha offerto un rinfresco a base dei prodotti tipici locali, tra cui gli spaghetti con il miele...

 

Premio Fortunato Pasqualino
 

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Inizio lavori

Salvatore Calaciura, presentatore

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Luigi Casisi

Sindaco del Comune di Butera

Pier Carmelo Russo, Assessore Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità

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Vera Ambra
Presidente Associazione Akkuaria

Premi
per i primi tre classificati

 

 

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La Giuria, da sinistra:
Gabriella Rossitto, Mariella Sudano, Angela Agnello Sergio Belfiore, Vittorio Frau

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Alessandra Nicotra

Barbara Olson Pasqualino

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Momento di intrattenimento con Emanuele Puglia

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Momenti della Premiazione


Adalgisa Zanotto

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Beatrice Gradassa


Alessandro Cuppini

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Boiana Bratic

 

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Daita Martinez

Daniele Brinzaglia


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Giacomo Di Blasi

Domenico Giansiracusa

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Loredana Caverni

Mariagrazia Patane

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Giuseppe Nasca

Niva Ragazzi

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Sergio De Angelis

Emanuele Puglia

   
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Paolo Merenda
classificato sez. Narrativa

Ilaria Ferramosca
2a classificata sez. Narrativa

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Pietro Carbone
classificato sez. Poesia

Tiziana De Caro

classificato sez. Poesia


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Giulia Passino

1a classificata sez. Narrativa


Giulio Mafii

classificato sez. Poesia

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dal Pinocchio alla Corte di Catlo Magno

il Teatro di Fortunato Pasqualino
Recitazione a vista, con i pupi siciliani


con Cettina Maccarone, Nino Amico, Saretto Napoli, Michele Insanguine

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