E un altro anno è andato
E
mi trovo per il terzo anno ad aprire con una prefazione l’antologia
del Premio Fortunato Pasqualino. Tre anni sono passati, in un
soffio. Un soffio fatto di pesanti cambiamenti per il nostro mondo.
Crisi finanziarie ed economiche, terremoti e tsunami, esondazioni e
smottamenti, senza contare i recenti e troppo vicini conflitti. Non
pensavo che questi cambiamenti potessero influenzare i premi
letterari, ma nel 2010 alcuni concorsi sono stati cancellati e, per
quelli rimasti, è diminuito il numero dei partecipanti. Non solo in
Italia.
Tre anni sono passati, il mondo è cambiato, ma in questo nuovo
contesto il Fortunato Pasqualino ha sempre la capacità di attrarre
anno dopo anno nuovi scrittori. Mi ha colpito infatti come ad autori
già presenti nelle edizioni precedenti che hanno riconfermato la
loro presenza, a questa terza edizione se ne siano aggiunti molti di
nuovi, significativo segnale del valore dell’evento e dell’impegno
di Akkuaria nel diffonderne la conoscenza. E di questi molti sono
entrati di diritto in questa antologia.
Un’antologia
snella e di facile lettura, anche se i suoi racconti – pochi, per
fortuna, quelli sentimentali, fine a se stessi – riposizionano i
paradigmi dei premi letterari. Vorrei citarne solo alcuni, tra
quelli che la giuria ha giudicato migliori.
Manuela, senza la “E”, di Maria Falchi, racconto che ripercorre i
pensieri di Emanuela Loi, il giorno che ha perso la vita come scorta
di Borsellino. Pensieri di una ragazza di 24 anni, semplice, ma
orgogliosa del suo incarico, con le sue aspirazioni e le sue paure.
Pensieri di una ragazza conscia del rischio che corre, ma, forse
proprio per la sua giovane età, con la speranza che le cose possano
migliorare. “Prima o poi metteranno quella zona rimozione e
riusciremo a stare più tranquilli. Almeno un po’ più tranquilli.”
Non voglio svegliarmi, di Renata di Sano, racconto-preghiera di una
madre che ha perso il figlio solo undicenne in una delle tante
guerre che sai dove cominciano, ma che non hanno mai fine e che ci
riporta col pensiero ad altre guerre che si sono di recente accese
nel Nord Africa. Ma tutte le guerre sono un’unica guerra “che ti
perseguita per tutta la vita, così tu nasci e muori e lei è sempre
là, acquattata al tuo fianco, ombra della morte allungata sulla tua
porta di legno.”
Torcello, di Bruna Mainardi, racconto che fotografa la Venezia
dell’autrice, attraverso un personaggio che ricerca nella città
qualcosa di nuovo ma famigliare, di magico ma legato alla propria
cultura. E Venezia, città che “sì, forse stava morendo e senz’altro
c’era molto che andava salvato, ma in quelle mattine di fine ottobre
già un po’ fredde, avvolta in una nebbia leggera, era sembrata
bellissima”, ripropone ancora una nuova religiosa magia.
E a fianco ai racconti, le poesie a completare la raccolta. Tra i
brani giudicati migliori: quelli di Angelica Dell'Omo, Daìta
Martinez, Giovanni Coppola, Salvatore Pasqualino.
Un altro anno è andato, e nel ringraziare come ogni anno tutti i
partecipanti a questa edizione del Fortunato Pasqualino, un augurio
di rivederci tutti il prossimo anno con una nuova edizione.
Butera, 14 maggio 2011
Franco Zarpellon
|