Il
piacere di trovarsi insieme
di Alessandro Cuppini
Sono tornato a casa dopo un viaggio di piacere durato la bellezza di
dodici giorni in Sicilia, al centro del quale era la giornata
passata a Butera.
C’ero venuto altre volte in questa zona della Sicilia, non lontano,
a Gela, per lavoro: ma è viaggiare quando si passa il tempo in
riunioni arrabbiate, con l’occhio all’orologio per non perdere
l’aereo da Fontanarossa? E infatti a Butera non c’era mai stato, e
ci voleva il Premio per conoscerla, e con essa il suo grande
Fortunato Pasqualino, e la signora Barbara Olson, e il Sindaco,
Luigi Casisi, l'Assessore alla Cultura Giovanna Donzella, la signora
Vera Ambra e i colleghi coi quali a tavola, durante il pranzo, ci
siamo scambiati opinioni e pareri, scoprendo quanto abbiamo in
comune e quante sfaccettature ci sono nella nostra passione per lo
scrivere.
Dire che ci tornerò è facile, basta programmare un’altra vacanza in
Sicilia.
Dire che ci tornerò per incontrare tante persone interessanti come
mi è successo quest’anno è già più difficile, perché bisogna essere
selezionati dalla Giuria. Ma io ce la metterò tutta.
Dire che vi ringrazio, dire grazie ed aggiungerlo a quelli già detti
a caldo, dire ancóra grazie ha senso? Sì, perché per quel che mi
riguarda questo grazie vale di più, molto di più di tutti quelli
che, pure sentìti, ho detto a Butera. È un grazie a freddo che viene
dal cuore dove si è conquistato un posto ben preciso.
Grazie per l’ospitalità, per l’onestà e l’entusiasmo, per il piacere
di trovarsi insieme, per la bellezza nascosta dei posti che mi avete
fatto conoscere, per le rondini da noi scomparse, per i profumi e
sapori prima sconosciuti ed ora non più, per l’aria buona e pulita
che ho cercato di immagazzinare per ritrovarmela qui, nella mia
inquinata città, come una scorta che da aggiungere al ricordo e
consumarla a poco a poco.
Grazie d’ogni cosa, e al prossimo anno.
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